martedì, luglio 22, 2008

Tavaroli e la verità scaduta

Immagine presa da EYERANIAN.NET

In Questi articoli di Repubblica (Primo - Secondo), l'ex responsabile della Security di Telecom Italia, Tavaroli, spiega come lui abbia fatto solo gli interessi aziendali e come le persone che lo circondavano hanno fatto in modo che lui finisse come uno dei primi personaggi presi di mira dal pubblico.

Non dovrebbero esserci quindi dubbi su quello che è successo e chi ha detto cosa.
Solo che non convince, non è chiaro come mai queste informazioni vengano date solo adesso in questo modo, come dire, quasi lanciate per vedere che effetto fanno.

La verità in Italia è una cosa strana, tutti ne parlano ma nessuno riesce a dirla, ad esprimerla o ad esporla in maniera chiara.
La verità deve solo essere detta, possibilmente in fretta, se viene detta subito e senza sbavature, ci sono buone possibilità che venga detta senza filtri, ma ora, dopo tutto il tempo che è passato dall'arresto di Tavaroli, il suicidio di Bove e tutto lo scandalo Telecom-Sismi, una verità, anche se scritta su tutti i giornali e i siti web di informazione "ufficiale", rimane UNA verità, non si avvicina minimamente a quello che potrebbe essere stato detto dallo stesso Tavaroli qualche mese fa.

In Italia si va avanti CREANDO la verità, non c'è una cultura della verità abbastanza radicata per far si che la gente la dica senza filtri sin da subito, con questo non voglio dire che sono state dette delle falsità, non giudico quello che ha detto Tavaroli, non lo incolpo di avere fatto reati o detto falsi, non sono io che devo giudicare.

Quello che però mi preme dire è che la verità ha una scadenza molto precoce, se non viene utilizzata subito, dopo un pò puzza

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