Copio e incollo un articolo di Marco Camisani Calzolari
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Il 18 marzo 2008 Sergio Sarnari scrive un post in cui racconta la propria vicenda. In sostanza compra i mobili per la nuova casa da un’azienda che si dimostra tutt’altro che seria. Sbaglia mobili e consegne.
Nel suo post riporta tutti i dettagli. Nei numerosi commenti al post, sono parecchi quelli che confermano la sua versione in quanto hanno avuto a che fare anche loro con la stessa azienda..
Ieri Sergio riceve un commento (l’ultimo in fondo) da parte del mobilificio che sostiene di averlo querelato, oltre ad aver presentato…
un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni per un importo non inferiore a 400.000 Euro
e ad aver già ottenuto la data dell’udienza fissata!
In questa fase delicata per Sergio non aggiungo commenti sulla serietà di un’azienda che ancor prima della notifica scrive al querelato attraverso i commenti del suo blog.
Tuttavia se Sergio ha scritto la verità (non ne dubito, ma è una premessa funzionale), allora la questione credo non appartenga più solo a Sergio, ma in primis a tutta la blogosfera e in secundis a tutti i cittadini digitali, ovvero chiunque usi la rete oltre a guardare l’email e navigare nei siti dei quotidiani cartacei.
Ritengo che si debba supportare Sergio in modo molto più proattivo di un semplice sostegno morale. Credo che ci si debba mettere a sua disposizione per offrigli il nostro aiuto così come faremmo se il problema fosse nostro.
Ogni giorno scriviamo opinioni e le opinioni, per definizione possono non piacere all’oggetto della critica. Che come nel caso di Sergio, potrebbe provare a definirle diffamatorie.
Per questo dovremmo dedicare le prime pagine dei nostri blog a questa vicenda. Permettetemi di dire che altrimenti, io per primo, useremmo per le nostre solite “inutili chiacchiere” quotidiane.
Qui non rischia solo Sergio, ma la libertà di espressione di tutti noi.
Sino a ieri per ricevere una denuncia del genere dovevi essere un editore, oggi chiunque è in sostanza un micro editore dei propri contenuti, ed è facilmente attaccabile a differenza degli editori tradizionali che sono strutturati e con le spalle mediamente ben coperte.
A un singolo individuo, anche se è dalla parte della ragione, le denunce fanno molta paura. Specie in un sistema giudiziario in cui le cause durano anni e bisogna quindi dedicare molto tempo e denaro per poter dimostrare le proprie ragioni.
Vorrei che usassimo la Rete per fa siche certi atteggiamenti facciano paura anche a chi li perpreta, in quanto i motori di ricerca non perdonano. Se ti sei comportato male, anche a distanza di anni, chi cerca il tuo nome sul web, trova la verità diffusa, quella che non si può far chiudere con una querela.
Sergio, se il tuo avvocato ritiene che abbia senso, sappi che io sono disponibile a riportare per intero il post sotto accusa, così da iniziare l’operazione “denuncia anche me!” e dimostrare che le opinioni in Rete non possono essere fermate con una querela e un ricorso d’urgenza a un singolo individuo che ha voluto denunciare un sopruso.
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So che non è il massimo copiare ed incollare, ma questo evento penso sia da seguire
Vai SERGIO!








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